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25 maggio 2016

Cheesecake alle ciliegie e frutti rossi per Rosita



Carissimi Fabio ed Annalù vincitori della sfida n. 56 dell'MTChallenge, oggi vi racconto la mia Cheseecake ai frutti rossi, vi consiglio di sedervi... l'anteprima è lunga.



Per prima cosa grazie per aver scelto questo magnifico dolce, talmente versatile da poter essere proposto nella versione dolce o salata, cotta o cruda; il dessert più amato da Erica.

Iniziamo... Come già detto abito in aperta campagna... e se vi dico aperta, vuol dire che quando apro le finestre di casa, davanti a me vedo solo campi di grano, mais e canali che si intersecano uno sull'altro.

Per mia fortuna/sfortuna ho un pò di terreno che mi permette di tenere qualche animale per la massima gioia di mia figlia Elena...

Pepe, pastore tedesco, fedelissimo compagno di avventure, poi c'è Luck la calopsite (che io volgarmente chiamo "volatile"), Rebecca la gallina padovana, Raimondo il galletto di razza Moroseta con la sua amata consorte Fiocco di Neve, Lester un gallo di una magnificenza... da far invidia, Roberta e Catia le due anatre selvatiche con il loro compagno Natalino (regali della mia carissima amica Laura), Cesare l'oca romagnola...che solo qualche mese fa abbiamo scoperto non fosse proprio un Cesare ma "una Cesara...", poi c'era Rosita... la prima gallina di Elena quasi addomesticata. Aveva 5 anni ed è morta di vecchiaia... si perché tutti i nostri animali sono da compagnia, pertanto si possono accarezzare tranquillamente, sono abituati. Ma Rosita... Rosita era Rosita, dolce e amorevole, il che può sembrare strano, me lo dico da sola... ma dovevate vedere come correva verso Elena quando la vedeva...



Dopo varie idee, alcune leggermente strampalate, necessitavo di una vera e propria dritta ed aiuto, chiedo pertanto consiglio a chi, sapevo mi avrebbe indirizzata verso la strada giusta.
Ma perchè non fai una base con delle nocciole o mandorle e una crema con delle ciliegie? Sinceramente, in una fase iniziale ero perplessa ed alquanto scettica, mi sarei indirizzata verso dei pistacchi per l'abbinata con le ciliegie... ma le sue conoscenze vanno ben oltre le mie, pertanto decido di seguire il suo consiglio.

Insomma vado al supermercato ed acquisto il necessario, mascarpone, formaggio spalmabile, ciliegie, ma aggiungo al carrello lamponi e fragole, si sa mai... vado a casa e che l'avventura abbia inizio!

Io: Elena, che dici, mi vieni ad aiutare a fare un dolce?
Elena: ...mamma ma devo per forza? E' una bellissima giornata e vorrei stare fuori a giocare...
Io: No Amore, non è necessario. Se preferisci giocare, faccio da sola... semmai se ti stanchi sai che sono in casa a fare la cheesecake.
Elena: Mamma ti servono uova? Vado a vedere se Rebecca ha lasciato l'uovo al solito posto?
Io: No...no non mi servono uova, grazie.
Elena: Mamma, ma per chi è il dolce? E' per festeggiare il compleanno di qualcuno?
Io: Nooo, ce lo spazzoliamo noi... è per l'MTChallenge.
Elena: Ahhh.. ok. Cosa dici mamma se lo facciamo per ricordare Rosita?
Io: Un dolce per ricordare Rosita?! Che cosa strana, sei sicura?
Elena: Sai quanto le volevo bene mamma, credo non ci sia nulla di male... 

La sensibilità di mia figlia, verso gli animali, a volte è sconvolgente e sconcertante... credetemi.

Ora ditemi... potevo forse non accontentarla?! NO!!! Pertanto il mio amatissimo cheesecake è in memoria di una gallina... ma andiamo oltre.

Ingredienti per la base:

110 g di biscotti al farro (Alce Nero);
80 g di burro;
20 g di mandorle tostate.

Fate tostare le mandorle nel forno per qualche minuto, nel frattempo sciogliete il burro nel micronde.
Frullate i biscotti con le mandorle tostate fino a farne una farina, aggiungere il burro sciolto ed adagiate il composto in un cerchio da pasticceria con un diametro 18, dove avrete fatto aderire ai bordi un foglio di acetato, per fare in modo che la vostra cheesecake si possa staccare con facilità. Battete per bene la base, (io uso il batticarne) e riponete per almeno 1 ora in frigo a far rapprendere.

Ingredienti per la crema:

210 g di mascarpone;
210 g di formaggio spalmabile;
100 g di zucchero a velo;
150 g di panna;
100 g di ciliegie denocciolate;
30 g di fragole;
12 lamponi.

Frullate grossolanamente le ciliegie e le fragole e mettetele da parte. In una ciotola amalgamante il mascarpone, il formaggio spalmabile e con l'aiuto di una frusta  aggiungete lo zucchero a velo. Inserite ora, le ciliegie e le fragole frullate. Successivamente incorporate la panna ben montata, con movimenti dall'alto verso il basso. Riprendete la base della cheesecake dal frigo, ed adagiate una parte di crema sulla base, prendete i lamponi e poneteli sulla crema con la parte concava verso il basso. Ricoprite con la crema restante e livellate per bene con una spatola, riponete nuovamente, in frigo.

Ingredienti per la marmellata di ciliegie:

100 g di ciliegie denocciolate;
1 cucchiaio di zucchero di canna integrale Mascobado;
4 cucchiai di acqua;
1 foglio di gelatina.

Togliete il nocciolo dalle ciliegie e tagliatele in 4 parti, mettetele sul fuoco, in una padellina con lo zucchero e l'acqua e portate a cottura. (circa 10-15 minuti a fuoco lento). Nel frattempo mettete in ammollo il foglio di gelatina in acqua fredda. A cottura ultimata, togliete dal fuoco, aspettate qualche minuto ed aggiungete il foglio di gelatina e fatela sciogliere. Dopo che la marmellata si sarà raffreddata, giusto un pò, versatela con l'aiuto di un cucchiaio sopra la vostra cheesecake e riponetela per l'ultima volta in frigo, almeno per una notte. Vi consiglio il passagio in freezer per almeno 40 minuti, prima di tagliarla.

Prima di servire decorate la vostra cheesecake a piacere con ciliegie, lamponi e fragole fresche.

Alla prossima, Marianna.















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4 aprile 2016

Maialino rosso e amaro




Da oggi per il Calendario del Cibo Italiano AIFB si festeggia la settimana dedicato al cioccolato.
Ambasciatrice Annarita Rossi, leggete qui il suo post.

Il cioccolato, si sa, non è un prodotto italiano, e nemmeno europeo.

Come è noto viene estratto dai semi della pianta del cacao, il cui nome scientifico è Theobroma cacao, che pare voglia proprio dire cibo degli dei. E come dargli torto?! La pianta ha origini antichissime e, secondo alcune ricerche botaniche, si presume che fosse presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco. Considerato cibo per privilegiati dai Maya, primi a coltivare la pianta, il consumo di cioccolato era riservato solo ai sovrani, i nobili e i guerrieri, che lo bevevano mescolato con acqua calda. Da questo tipo di preparazione, infatti, pare derivi la parola cioccolato, che letteralmente sarebbe acqua calda, appunto.
Furono gli Aztechi invece ad associare il cacao alla dea della fertilità, concedendo al cibo un potere religioso, ma oltre ad un impiego liturgico all’interno di cerimoniali, la bevanda -o xocoatl- veniva degustata aromatizzata con vaniglia, pepe o peperoncino, con l’effetto di alleviare in parte la sensazione di fatica, grazie alla presenza di teobromina.
Il cioccolato, dunque, in Europa è arrivato molto più tardi. Non è italiano, ma è strettamente legato all’Italia per mano del navigatore Cristoforo Colombo.
Pessimo geografo, nel 1502, giunto in America da un po’, fu lui il primo ad imbattersi nella pianta di cacao.

Da buon genovese, pur non essendo rimasto soddisfatto del suo sapore, ne portò via una buona quantità che sarebbe stata utile come moneta di scambio.
Mangiare solo cioccolato non è stato possibile a causa del suo sapore molto amaro.
Nel 1828 con l'avvento di Cocoa Press, il processo di separazione cacao dal burro di cacao in chicchi di cioccolato, si è cominciato ad aggiungere edulcoranti e altri ingredienti, e modellandole in caramelle.




Il primo cioccolato commestibile è stato introdotto nel 1847 da Fry Chocolate Factory a Bristol, in Inghilterra. Nel 1879, il cioccolato svizzero Henri Nestlé e Daniel Peter aggiunti due ingredienti per il cioccolato: latte in polvere e zucchero, rendendo l’ormai famoso cioccolato al latte.
Continua la sperimentazione con l’aggiunta di altri ingredienti di nuovo in vantaggio la Francia e la Svizzera per la miscela di panna montata e cacao, che è stato chiamato ganache. Controlla per cosa cacao stampa appare come qui.
Un giorno di Natale nel 1895, francese Patissier Louis Dufour a Chambery, era a corto di idee per i loro cioccolatini natalizi. pensò quindi plastamre la ganache creando delle palline e di rotolarli nella polvere di cacao, sembrava proprio dei tartufi di terra, proprio da questo deriva il loro nome .
Da qui i tartufi si sono espansi prima in Inghilterra e poi in tutta europa.
Risale al 1678 la prima autorizzazione concessa dalla Casa Reale Sabauda a vendere pubblicamente la cioccolata in bevanda. Nel 1802 il genovese Bozelli mise a punto uno strumento idraulico per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Nel 1865 proprio a Torino dall’unione tra il cacao e le nocciole nacquero i giandujotti.






Il cioccolato, oggi soprattutto in modo consapevole, è un’esperienza sensoriale a 360°, che copre tutti i sensi, dall’olfatto al gusto, alla vista al tatto, persino l’udito: proprio nessuno, insomma, può sottrarsi al suo fascino.

E unisce, con il suo fascino storico e gastronomico, il Vecchio con il Nuovo Mondo! È proprio il caso di dirlo: le vie del cioccolato sono infinite!

Quando si dice cioccolato normalmente si pensa ad un dolce, io invece ho pensato di abbinare la carne ai frutti rossi e al cioccolato. Quindi maialino ai frutti rossi e cioccolato.
L'idea di questo piatto mi è venuta pranzo al Cafè Des Arts, bellissimo caffè nel centro di Bordeaux, mi hanno servito un filetto di maiale accompagnato da una riduzione di frutti rossi e patate novelle.
Ho rielaborato la ricetta inserendo anche il cioccolato, il risultato è inaspettato.


Ingredienti
500 gr dispezzatino di maiale
1 carota
1 costa di sedano
2 scalogni
olio evo
sale e pepe bianco
1 cestino di lamponi
1 cestino di mirtilli
mezzo bicchierino di liquore al cioccolato
mezzo bicchierino di liquore ai mirtilli

100 gr di cioccolato fondente almeno al 80%
500 ml di brodo vegetale

Procedimento
Preparare il brodo vegetale con mezza carota, mezza costa di sedano e 1 scalogno.
Tritare sedano, carote e lo scalogno e preparare il classico soffritto.
In una casseruola con bordi alti, far rosolare lentamente il soffritto, aggiungere lo spezzatino, mescolare la carne fino a quando avrà perso il classico colore rosso.
Aggiungere i liquori facendoli sfumare. Aggiungere 4-5 mestoli di brodo vegetale.
Far cuocere a fuoco basso per almeno 1,5 ore.
Se il brodo si dovesse asciugare troppo aggiungere qualche mestolo, regolare di sale e di pepe.
Nel frattempo tritare il cioccolato. Pulire i frutti rossi.

Quando mancheranno circa 15-20 minuti alla fine della cottura della carne aggiungere i frutti rossi, tenendone da parte 5-6 frutti rossi per la decorazione.
Aggiungere 2 cucchiai di cioccolato.
Terminare la cottura della carne.
Far sciogliere il resto del cioccolato a bagnomaria, si utilizzerà come decorazione del piatto.

Impiattare la carne, aggiungendo come decorazione 2-3 frutti rossi, un po' di cioccolato fuso, a parte preparare dei piccoli contenitori riempirli di cioccolato, che servità come salsa.

Ideale in accompagnamento a questo piatto un chardonnay siciliano.



Fonti: wikipedia





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