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17 settembre 2015

Crumble di zucchine e basilico



Parliamoci chiaro, quando hai l'orto e metti a dimora piantine che ti donano verdura come se non ci fosse un domani, devi per forza di cose trovare delle ricette alternative per poterle proporre. Volevo qualcosa di diverso e di particolare, guardo quindi nella libreria ed ecco che i miei occhi si illuminano alla vista di un libro da poco acquistato e che faceva al caso mio "Crumbles" (Guido Tommasi Editore). Lo prendo, mi siedo sul divano ed inizio a sfogliarlo, noto delle ricette molto interessanti ed arrivo alla fine. Riparto dalla copertina e lo sfoglio con attenzione, pagina dopo pagina e mi soffermo sulla ricetta con le zucchine. Leggo gli ingredienti, naturalmente non manca nulla (la mia dispensa potrebbe far concorrenza al miglior supermercato), quindi non faccio altro che chiamare Elena e partire per una nuova ricetta...
Elena vieni con la mamma andiamo nell'orto a raccogliere zucchine e basilico? Certo mamma metto le ciabattine ed arrivo, le prendi tu però le zucchine, mi pungono le braccia quelle foglie gigantesche... Ok, io prendo le zucchine tu il basilico, mi raccomando prendi le foglie più verdi e le più belle!
Va bene mamma... può venire con noi Pepe?
No... altrimenti distrugge tutto e si siede sopra i fagioli e poi il nonno chi lo sente...
Peccato....
Rientriamo in casa, ci laviamo le mani, laviamo la verdura, ci prepariamo tutto il necessario e ci mettiamo all'opera.

INGREDIENTI per 4 persone:

800 g di zucchine piccole
2 cucchiai di foglie di basilico tritate
olio evo
sape e pepe

Procedimento:

Sciacquate ed asciugate le zucchine senza pelarle. Eliminate le estremità e tagliatele a rondelle spesse.

Scaldate il forno a 180° ed ungete leggermente di olio una pirofila o piatto da gratin. Disponete le rondelle di zucchine e cospargete di basilico, salate e pepate. Io personalmente ho fatto un doppio strato di zucchine.



PER LE BRICIOLE DEL CRUMBLE:

80 g di burro ammorbidito
100 g di farina
50 g di pangrattato
2 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO: 

Mescolate il pangrattato, il sale e la farina in una ciotola poi incorporate successivamente il burro tagliato a pezzettini e l'olio e mescolate con la punta delle dita.

MONTAGGIO:

Coprite le zucchine con le briciole di pasta, infornate e cuocete per 20-25 minuti, finchè la crosta è ben dorata.
Sfornate e servite.

Alla prossima... Marianna.





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15 settembre 2015

Apodi o con stelo? Parliamo di bicchieri....




"I fiori di vetro", così vengono definiti i bicchieri. Già questo ci indica l'importanza che viene attribuita alla scelta dei bicchieri per una mise-en-place.
Sono l'elemento principe della tavola, la loro forma, il loro splendore nel riflettere la lce, catalizzano immediatamente l'attenzione dei commensali.
Nella scelta dei bicchieri si dovrà considerare oltre all'aspetto estetico, anche quello funzionale, preferendo bicchieri in vetro non colorato e dotati di uno stelo sufficientemente lungo da evitare che, tenuto in mano, si possa scaldare in vino contenuto all'interno.
Il galateo prevede infatti che i bicchieri vengano mantenuti dallo stelo senza avvolgere con la mano il calice proprio per questo motivo.
Importante è scegliere i bicchieri giusti per le bevande che desiderano servire.
Qui trovate una infografica che può esservi di linea guida.


Non è ovviamente facile possedere servizi completi di tutto punto.
Vediamo allora insieme di analizare qual è il minimo indispensabile !

Nel vostro servizio non possono mancare:
  • Calici o apodi da acqua
  • Calici da vino bianco 
  • Calici da vino rosso
  • Flute per servire champagne o spumante secco
  • Coppe per il moscato e lo spumante dolce
  • Caraffe per l'acqua (almeno una, una per acqua naturale ed una pr quella con gas) 
  • Decanter per vini rossi invecchiati e strutturati
Il calice deve essere sostituito ogni volta che si offre un vino differente da quello bevuto sino a quel momento.




Il calice di vino bianco, con gambo lungo e sottile e piede contenuto, risulta gradito alla vista per la sua forma alta e snella, a tulipano o a giglio, svasato verso l'alto per esaltare il profumo ed il sapore un po' aciduli dei vini bianchi secchi.
Il calice da vino rosso possiede invece una silhouette leggermente più panciuta, con stelo lungo ed una svasatura alta oiù ampia, per far risaltare il colore rosso rubino del vino e racchiudere i profumi decisi e talora più speziati che vengono assaporati dalla bocca del bicchiere.
La scelta del bicchiere dell'acqua è dettata dalla circostanza. Per una cena elegante e formale sarà opportuno utilizzare un calice anche per l'acqua, meglio se senza restringimenti. Se invece la cena è meno formale è possibile utilizzare gli apodi, ovvero bicchieri senza stelo. I tumbler possono essere anche in vetro o cristallo o colorato, in modo da staccare radicalmente rispetto ai calici da vino.
Per il galateo i bicchieri da acqua dovrebbero essere i più grandi sulla tavola, ma è possibile che il vino rosso venga servito in calici da degustazione, i ballon, in particolare se vengono serviti vini invecchiati e pregiati e normalmente questi sono più ampi di quelli da acqua.

 

 La disposizion sulla mise en place dei bicchieri è a 45° verso la sinistra dalla punta del coltello nel seguente ordine: calice da vino bianco, calice da vino rosso, calice da acqua, arretrato tra i due calici da vino trova posto la flute.
Una disposizione più moderna che prevede l'utilizzo dei tumbler per l'acqua li posiziona con la medesima angolatura m anteponendo il bicchiere per l'acqua ai calici da vino.
Se alla vostra tavola prendono posto intenditori ed estimatori di vino, vietati i bicchieri colorati, fatta eccezione di quello per l'acqua, scegliete inoltre teleria bianca. L'esame visivo del vino prevede infatti che si ruoti il calice e si osservi la lingua di vino in contrasto con una superficie neutra.
Sono apprezzate le candele in quanto aiuteranno nell'esame oltre a donare una delizionsa e calda atmosfera.
Fondamentalmente che i bicchieri disposti a tavola siano puliti, senza macchie, aloni, pelucchi e polvere.
Loro peggior nemico è il calcare: attenzione agli antiestetici aloni opachi.
Attenzione anche agli odori dati da lavaggi poco accurati o dai luoghi dove li conservate, ad esempio credenze e mobili antichi. Meglio provvedere ad un lavaggio con detersivo privo di profumazione e asciugare con canovaccio in lino che non lasci tracce, onde disporli a tavola perfetti e brillanti.




Il suggerimento: nel momento in cui la padrona di casa invita a prendere posto a tavola, ponendo fine all'aperitivo, il bicchiere con cui avete consumato il vostro drink deve essere lasciato sull'apposito vassoio o al tavolino da salotto e non portato al desco.




Anna Ubaldeschi

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11 settembre 2015

Filetto di triglie allo zenzero con dadolata di mango e polvere di pistacchi di Bronte





Avevo in freezer ancora delle triglie dall'ultimo acquisto di pesce, al mercato di Chioggia ed erano giorni che mi frullava per la testa di prepararle per cena, ma volevo proporle in una chiave diversa dalla solita. Poi seduta a tavola con Elena, mentre ci dilettavamo con il libro delle vacanze, immerse nella sezione matematica.... la materia più odiata da mia figlia, vedo che ho nel porta frutta lì vicino a me un mango e della radice di zenzero...

Erica mi ha illuminato su alcuni dettagli e l'idea che mi frullava per la testa poco dopo si è materializzata e con l'aiuto della mia piccola aiutante abbiamo dato il via alle danze. Elena è stata bravissima ad aiutarmi, ha tagliato il mango in una "quasi perfetta" dadolata, base d'appoggio per i filetti di triglia. 

Condividere con lei la mia passione, farmi aiutare nella preparazione dei piatti, ci da modo di stare insieme, di trascorrere del tempo insieme, quello definito di qualità, fatto di attenzioni di una madre verso la propria figlia e della figlia verso la propria madre. Questo è proprio quello che volevo. Volevo che la cucina ci unisse e che un domani potesse esserle spunto o meglio punto di partenza per la sua vita futura.

INGREDIENTI per 4 persone:

8 filetti di triglia;
1 mango;
polvere di pistacchi di Bronte;
zenzero;
olio evo:
sale e pepe.




PROCENDIMENTO:

Prendete il mango, sbucciatelo e tagliatelo a piccoli dadini, mettetelo in una piccola boulle dove lo andrete a condire con olio, una piccola punta di sale e polvere di pistacchi di Bronte.
Mettete una padella nel fuoco con un filo d'olio, adagiate i filetti di triglia dalla parte della pelle e fatela dorare e grattugiateci sopra un piccolo pezzo di radice di zenzero, aggiustate di sale e pepe e solamente quando la pelle sarà ben colorata girate i filetti per 2 minuti. 
Mi raccomando di togliere tutte le lische dai filetti con l'apposita pinzetta, sarebbe molto sgradevole per i vostri commensali doverli spinare.
A questo punto prendete i piatti da portata ed inserite all'interno di un coppa pasta la dadolata di mango, toglietelo ed adagiateci i filetti di triglia, spolverizzate con polvere di pistacchi, un filo d'olio e servite.

Alla prossima... Marianna.








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9 settembre 2015

Crostata con frolla alle nocciole Ricotta di Pecora e Oreo



Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di partecipare ad un blog tour, un'esperienza veramente entusiasmante, non solo perchè ero in Toscana, la regione che preferisco dopo la mia, ma anche perchè ho avuto modo di conoscere un gruppo di colleghe foodblogger che come me sono malate di cucina e sono sempre alla ricerca di prodotti d'eccellenza.
Siamo state ospitate dal Consorzio Pecorino Toscano D.O.P. e dal Caseificio Il Fiorino, che ci hanno spiegato come nasce e prende forma il pecorino toscano.
Persone che sono innamorate del loro lavoro, che non sentono la fatica, i sacrifici, ma vedono solo il lato positivo di questa attività.
Ho quindi pensato di rendere omaggio al Caseificio il Fiorino preparando una serie di ricette con i loro prodotti.

La prima è una crostata golosa, la dedico a Sofia, la bimba di Angela e Simone, simpaticissima che ci ha tenuto compagnia nei due giorni di permanenza.

E' un dolce semplice che può essere una golosa colazione e/o merenda per i bambini che ricominciano la scuola e le attività sportive.





Ingredienti per la frolla:

100 gr di burro a pezzettini freddo
100 gr di zucchero di canna fino
150 gr di farina tipo 1
1 uovo a temperatua ambiente
50 gr di farina di nocciole
mezza bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno:

200 gr di ricotta di pecora fresca ben asciutta
 2 uova a temperatuta ambiente
 80 gr di zucchero semolato
200 gr di oreo tritati

Ingredienti per la decorazione:

zucchero a velo q.b.

Procedimento:

Preparare la frolla mescolando tutti gli ingredienti e riporre in frigo per almeno 40 minuti

Sgranare la ricotta con una forchetta, aggiungere uova, zucchero e gli oreo tritati, mescolare bene tutto in modo da ottenere una crema liscia e senza grumi.

Riprendere la frolla stenderla in una base da crostata, farcirla con la crema di ricotta ed infornare a 180° per 30-40 minuti.

Far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.







 


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2 settembre 2015

Schiacciata croccante con cipolle rosse di tropea caramellate con glassa di aceto balsamico


Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Farina UNIQUA Molino Dallagiovanna

http://www.cucinasemplicemente.it/magazine/tutti-i-colori-di-expo-per-uniqua-2/


Questa è una preparazione che nella mia cucina non manca mai.
Focacce, pizze, schiacciate...purchè lievitate e farcite.
Oggi ho pensato di proporre questa schiacciata croccante per il pranzo all'aria aperta.
Ho pensato ad una ricetta che unisse l'Italia da nord a sud, ecco allora l'utilizzo della farina del Molino Dalla Giovanna, la dolcezza pungente della glassa di aceto balsamico, la cipolla rossa di tropea, un formaggio di capra fresco.
Questa schicciata è ottima come antipasto o come aperitivo nelle serate estive.
Per prima cosa ho preparato un lievitino che rende il tutto più saporito e profumato.





Lievitino
100 gr di farina Uniqua Blu
10 gr di lievito di birra fresco
50 gr di acqua

Ingredienti per la schiacciata
500 gr di farina tipo 1 Uniqua Blu, ideale per questa preparazione
il lievitino preparato precedentemente
250 lm di acqua
10 gr di sale

Per la farcitura
3 cipolle rosse di tropea
2 cucchiaio di olio evo
2 cucchiai di glassa di aceto balsamico
1 conf di formaggio di capra 



Procedimento per il lievitino
Mescolare farina la farina e il lievito sbriciolato, aggiungere piano piano l'acqua facendola assorbire.
Prendere una ciotola capiente riempirla di acqua e tuffarci dentro la palla di lievitino. Quando verrà a galla è pronto.

Nel vaso della planetaria aggiungere la farina, aggiungere il lievitino sgocciolato e suddiviso in 4-5 pezzi.
Cominciare ad impastare aggiungendo poco alla volta l'acqua. Quando la farina e l'acqua cominciano a non essere più 2 intità separate, aggiungere il sale.
La quantità di acqua potrebbe non essere sufficiente, questo dipende dal tipo di farna che state utilizzando.
Notoriamente le farine di tipo 1 assorbono più acqua di quelle raffinate.
Formare una bella palla, oliare una ciotola grande, mettere l'impasto, coprirlo con la pellicola e riporlo in un luogo caldo a lievitare.
A metà circa della lievitazione, estrarre l'impasto e fare 2-3 pieghe di rinforzo.
Rimettere il tutto nella ciotola e lasciare nuovamente lievitare.
La massa dovrà raddoppiare il suo volume.



Quando l'impasto sarà pronto spendete in una teglia.
Accendere il forno e portare a 250°
Mettere la teglia e lasciare cuocere per 15', o fino a quando la schiacciata avrà preso un bel colore dorato.

Nel frattempo preparare la cipolla. Mondare e tagliare a fette non troppo sottili.
In una padella mettere i 2 cucchiaio di olio di oliva far scaldare leggermente, aggiungere la cipolla.
Girare con un cucchiaio in modo che l'olio si distribuisca.
Lasciar andare a fuoco basso e coperchio chiuso, dopo circa 15 minuti, o quando la cipolla sarà morbida, aggiungere i 2 cucchiaio di glassa di aceto balsamico.
Finire di caramellare la cipolla.



Quando la focaccia sarà cotta toglierla dal forno, far raffreddare leggermente.
Guarnire con la cipolla e i cubetti di formaggio di capra.




Naturalmente non può mancare un buon bicchiere di vino bianco.....
...........Buon Appetito....


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1 settembre 2015

Pancake dei giorni di festa



La colazione del mattino, nei giorni di festa è un rito...caffè, latte, spremuta e poi qualcosa di buono e sfizioso. Oggi la scelta è caduta su dei strepitosi pancakes, con una particolarità ho utlizzato della farina integrale con tutto il grano, la Petra 9 del Molino Quaglia. Una farina che al suo intero racchiude tutti i sapori del grano macinato a pietra, ha donato a questi pancakes un sapore davvero particolare.

Questa preparazione si addice molto anche ad un condimento salato.

Utilizzateli anche come aperitivo per una serata in compagnia di amici.



Ingredienti per 6 pancake:

150 gr di farina Petra 9 con tutto il grano;
180 ml di latte intero;
18 gr di zucchero semolato;
1 uovo;
1 cucchiaino da tè di lievito per dolci;
1 pizzico di sale;
la punta di un cucchiaino di vaniglia;
scriroppo d'acero;
frutta fresca mista.



Procedimento:

Preparare l'impasto sbattendo energicamente le uova con lo zucchero e il latte, aggiungete la farina e il lievito setacciato ed infine il pizzico di sale. Amalgamate per bene gli ingredienti.
Versate un cucchiaio di impasto su una padella antiaderente ben calda.
Fate cuocere fin quando non vedrete comparire le bollicine, poi voltateli e cuoceteli dall'altro lato.
Impilateli su un piatto da portata, decorate con frutta fresca e sciroppo d'acero.

Per un tocco più goloso si può utilizzare la nutella al posto dello sciroppo d'acero.

Per la versione salata ho utlizzato del salmone affumicato e della robiola oppure del caprino fresco, aromatizzati al peperoncino o erba cipollina e leggermente sbattuti con una frusta.


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