14 febbraio 2016

Tartufi Raffinati



Oggi si celabra la Giornata Nazionale dei Cioccolatini, ambasciatrice Elena Arrigoni, leggete qui il suo splendido post.
Seguite ogni giorno i post relativi al Calendario del Cibo italiano AIFB per scoprire ricette, curiosità, storie, della cucina italiana.


Il cioccolato, si sa, non è un prodotto italiano, e nemmeno europeo.

Come è noto viene estratto dai semi della pianta del cacao, il cui nome scientifico è Theobroma cacao, che pare voglia proprio dire cibo degli dei. E come dargli torto?! La pianta ha origini antichissime e, secondo alcune ricerche botaniche, si presume che fosse presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni e nell’Orinoco. Considerato cibo per privilegiati dai Maya, primi a coltivare la pianta, il consumo di cioccolato era riservato solo ai sovrani, i nobili e i guerrieri, che lo bevevano mescolato con acqua calda. Da questo tipo di preparazione, infatti, pare derivi la parola cioccolato, che letteralmente sarebbe acqua calda, appunto.
Furono gli Aztechi invece ad associare il cacao alla dea della fertilità, concedendo al cibo un potere religioso, ma oltre ad un impiego liturgico all’interno di cerimoniali, la bevanda -o xocoatl- veniva degustata aromatizzata con vaniglia, pepe o peperoncino, con l’effetto di alleviare in parte la sensazione di fatica, grazie alla presenza di teobromina.

Il cioccolato, dunque, in Europa è arrivato molto più tardi. Non è italiano, ma è strettamente legato all’Italia per mano del navigatore Cristoforo Colombo.
Pessimo geografo, nel 1502, giunto in America da un po’, fu lui il primo ad imbattersi nella pianta di cacao.
Da buon genovese, pur non essendo rimasto soddisfatto del suo sapore, ne portò via una buona quantità che sarebbe stata utile come moneta di scambio.
 
Mangiare solo cioccolato non è stato possibile a causa del suo sapore molto amaro.
Nel 1828 con l'avvento di Cocoa Press, il processo di separazione cacao dal burro di cacao in chicchi di cioccolato, si è cominciato ad aggiungere edulcoranti e altri ingredienti, e modellandole in caramelle.
Il primo cioccolato commestibile è stato introdotto nel 1847 da Fry Chocolate Factory a Bristol, in Inghilterra. Nel 1879, il cioccolato svizzero Henri Nestlé e Daniel Peter aggiunti due ingredienti per il cioccolato: latte in polvere e zucchero, rendendo l’ormai famoso cioccolato al latte.
Continua la sperimentazione con l’aggiunta di altri ingredienti di nuovo in vantaggio la Francia e la Svizzera per la miscela di panna montata e cacao, che è stato chiamato ganache. Controlla per cosa cacao stampa appare come qui.

Un giorno di Natale nel 1895, francese Patissier Louis Dufour a Chambery, era a corto di idee per i loro cioccolatini natalizi. pensò quindi plastamre la ganache creando delle palline e di rotolarli nella polvere di cacao, sembrava proprio dei tartufi di terra, proprio da questo deriva il loro nome .
Da qui i tartufi si sono espansi prima in Inghilterra e poi in tutta europa.


Risale al 1678 la prima autorizzazione concessa dalla Casa Reale Sabauda a vendere pubblicamente la cioccolata in bevanda. Nel 1802 il genovese Bozelli mise a punto uno strumento idraulico per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Nel 1865 proprio a Torino dall’unione tra il cacao e le nocciole nacquero i giandujotti.
Il cioccolato, oggi soprattutto in modo consapevole, è un’esperienza sensoriale a 360°, che copre tutti i sensi, dall’olfatto al gusto, alla vista al tatto, persino l’udito: proprio nessuno, insomma, può sottrarsi al suo fascino.
E unisce, con il suo fascino storico e gastronomico, il Vecchio con il Nuovo Mondo! È proprio il caso di dirlo: le vie del cioccolato sono infinite!

I tartufi al cioccolato sono dei cioccolatini con un nucleo centrale morbido.
Solitamente la forma che gli si da è sferica o conica.
Una volta che l’impasto è diventato omogeneo, lo si lascia raffreddare fino a che non avrà una consistenza che permetta di creare le sfere.


Molti esperti cioccolatieri si sono cimentati nella realizzazione e nell’ideazione di nuove e diverse tipologie di tartufi, dando vita ad una varietà che è sempre in aumento.

Le tipologie di tartufo al cioccolato più conosciute sono le seguenti:

Il tartufo americano: ha una forma di uovo ricoperto di cioccolato, ripieno di una miscela di cioccolato scuro o latte e, in alcuni casi, olio di cocco idrogenato. Alcune varianti del tartufo americano (tartufo Harvey) prevedono l’aggiunta di cracker in briciole e burro di arachidi.

Il tartufo europeo: è realizzato con una base fatta di polvere di cacao, latte in polvere, grassi, e altri ingredienti di arricchimento.

Il tartufo francese: è il classico tartufo, quello più conosciuto, realizzato con panna fresca e cioccolato fuso, avvolti poi nel cacao in polvere.

Il tartufo svizzero: è ottenuto combinando il cioccolato fuso con una miscela bollente di panna e burro. Viene poi versato in stampi per fargli assumere la forma desiderata. In seguito viene avvolto nel cacao in polvere

Il gusto e la qualità del tartufo dipendono principalmente dalla qualità del cioccolato utilizzato.
Se si sceglie di aromatizzarli, bisogna prestare molta attenzione agli ingredienti che si mescolano. Evitate abbinamenti improbabili.

Oggi voglio proporvi 3 gusti molto diversi tra loro, che potranno soddisfare i vostri ospiti.





Tartufi Bianchi alla Pina Colada
200 gr di Cioccolato bianco
10 ml di pina colada
60 ml di Panna
q.b. farina di cocco

Versate la panna in una casseruola e ponetela sul fuoco.
Sminuzzate il cioccolato bianco.
Quando la panna sarà bollente, buttate dentro il cioccolato, e mescolate fino a quando
sarà ben sciolto, unite 10 ml di pina colada ed incorporatela al cioccolato.
Lasciate raffreddare, quando il cioccolato sarà abbastanza solido da essere maneggiato,
ungete le mani con il burro, poi aiutandovi con un cucchiaino, prelevate poco impasto
alla volta e rotolatelo nel palmo della mano per formare delle palline. 
Rotolate i tartufi nella farina di cocco.
Conservate i tartufi in frigorifero.


Tartufi al cioccolo fondente e birra
200 gr di Cioccolato fondente al 85 %
20 ml di birra
60 ml di Panna
q.b. cacao

Versate la panna in una casseruola e ponetela sul fuoco.
Sminuzzate il cioccolato fondente.
Quando la panna sarà bollente, buttate dentro il cioccolato, e mescolate fino a quando
sarà ben sciolto, unite la birra incorporandola al cioccolato.
Lasciate raffreddare, quando il cioccolato sarà abbastanza solido da essere maneggiato,
ungete le mani con il burro, poi aiutandovi con un cucchiaino, prelevate poco impasto
alla volta e rotolatelo nel palmo della mano per formare delle palline. 
Rotolate i tartufi nel cacao.
Conservate i tartufi in frigorifero.



Tartufi Verdi

200 gr di Cioccolato bianco
10 ml di grappa
20 gr di purea di pera
60 ml di Panna
q.b. farina di pistacchi

Versate la panna in una casseruola e ponetela sul fuoco.
Sminuzzate il cioccolato bianco.
Quando la panna sarà bollente, buttate dentro il cioccolato, e mescolate fino a quando
sarà ben sciolto, unite la grappa incorporandola al cioccolato e la purea di pere.
Lasciate raffreddare, quando il cioccolato sarà abbastanza solido da essere maneggiato,
ungete le mani con il burro, poi aiutandovi con un cucchiaino, prelevate poco impasto
alla volta e rotolatelo nel palmo della mano per formare delle palline. 
Rotolate i tartufi nella farina di pistacchi.
Conservate i tartufi in frigorifero.


Fonti: Wikipedia

9 commenti:

  1. Complimenti hai scritto un bellissimo articolo, molto interessante dal punto di vista storico e hai proposto dei tartufini veramento originali!
    Buona domenica e buon San Valentino!!

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    1. Buongiorno Cristina, pur non amando alla follia i cioccolatini, la storia del cioccolato mi affascina molto e mi diverto sempre a provare accostamenti nuovi. Grazie mille

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  2. Ciao!
    Bellissimo articolo, ma soprattutto che foto "raffinata" bravissima.
    Un bacione

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    1. Ciao Camilla, grazie mille. Alla prossima

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  3. Non saprei proprio che tartufo scegliere.... Un bellissimo articolo con un dolcissimo finale !!!

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    1. Cara Laura, è una dura scelta, io direi di non scegliere e provarli tutti. Grazie mille

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  4. Enrica...non saprei quale scegliere!! Sono una meraviglia, i tartufi sono sempre irresistibili. E al prossimo regalo home made che devo fare, me ne devo ricordare! :-D
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Alice, sono contenta che ti siano piaciuti, i tartfi sono sempre molto golosi e fanno successo quando si portano in tavola. Alla prossima un abbraccio

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  5. Mi potrei uccidere di tartufi, quella scioglievolezza (come diconon in pubblicità) è deleteria! Da provare i tuoi gusti!

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