21 maggio 2016

Giornata Nazionale dei Bruscandoli



Oggi, grazie ad AIFB, parliamo di un'erba spontanea, che si può raccogliere per tutta la primavera nelle campagne a ridosso di corsi d'acqua e canali, in mezzo ai rivi e alle siepi, i Bruscandoli.

I bruscandoli non sono altro che i getti apicali (turioni) del luppolo selvatico (Humulus lupilus), appartenenti alla famiglia delle Cannabaceae, dell’ ordine delle Urticali. Le foglie sono cuoriforme, picciolate, opposte e munite di 3-5 lobi seghettati. E' una pianta perenne con fusto volubile che si arrampica, avvolgendosi da destra verso sinistra, anche grazie ai peli rigidi e ricurvi, lunga fino a 6-7 metri. La parte superiore delle foglie è ruvida al tatto, mentre la parte inferiore è resinosa. Il loro aspetto assomiglia agli asparagi e per questo vengono chiamati a volte, erroneamente, “asparagi selvatici”.

Una volta raccolti vanno puliti, lavati e privati del gambo più coriaceo e legnoso. E' importante lavarli sempre con acqua fredda e corrente per non far perdere loro l'aroma. Per fare le frittate molti li sbollentano in poca acqua salata per poi aggiungerli alle uova, mentre altri li fanno appassire a fuoco lento, in una padella, con dell'olio e della cipolla e successivamente vengono aggiunti alle uova.
In cucina se ne consumano le cime ed è buona norma raccogliere le più grosse dato che i bruscandoli  danno il meglio di sé con i germogli meno delicati e teneri. Il loro  sapore tende leggermente all’amarognolo, che è poi la loro peculiarità. Hanno buone proprietà diuretiche e lassative, tonificanti e rinfrescanti.

Ringrazio la mia amica e socia Erica  per aver partecipato a questa giornata con una splendida ricetta, ringrazio inoltre Donatella Bartolomei, Daniela Boscariolo e Tamara Giorgetti per le loro bellissime ricette.

L'articolo completo lo trovate qui.

Marianna

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